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Comune Unico. Chi ha paura di una vera, grande partecipazione popolare?

Scritto da : Sergio Rossi
Pubblicato in data : giovedì, 29 marzo 2012

Siamo pubblici amministratori che, come altri colleghi di tutta l’Elba, hanno raccolto ed autenticato nel proprio Comune ( mercati settimanali, supermercati, scuole, manifestazioni..) parecchie centinaia di firme su di una proposta di legge da sottoporre a referendum consultivo. Abbiamo quindi parlato con tantissime persone di ogni età, gran parte delle quali ha poi scelto consapevolmente di apporre la propria firma sui moduli contenenti il testo della proposta di legge istitutiva il Comune Unico ( e otto Municipi ). Moltissimi lo hanno fatto con soddisfazione e speranza. Il testo dei moduli sottoscritti dai cittadini era stato preventivamente concordato tra il Comitato promotore ( la cui ossatura è costituita dalle categorie economiche elbane ) e la stessa Regione Toscana, tramite il proprio ufficio legale, ed è un testo, come è stato ricordato, emendabile in sede di Consiglio Regionale nella propria stesura definitiva. Abbiamo ascoltato e rispettato le ragioni di chi non ha firmato, facendo, per quanto possibile, tesoro delle critiche non pregiudiziali . Essendo un assoluto sostenitori dei Municipi, abbiamo anche spiegato che nel testo della proposta di legge, all’ art 7, vi è scritto che “Lo statuto del Comune dell’Isola d’Elba può, per conservare e valorizzare l’identità storica delle comunità locali, prevedere l’istituzione di municipi negli ambiti territoriali corrispondenti ai comuni oggetto della fusione” e non vi è scritto deve perché per legge può essere solo il Comune Unico stesso, se ci sarà, a poter decidere la propria organizzazione interna, cioè i Municipi ( anche questo era già stato spiegato). E ‘ chiaro che in questo punto specifico si è su di un piano di impegno politico, per altro bipartisan. E’ forse utile ricordare come il referendum consultivo sul Comune Unico si poteva anche ottenere senza raccolte di firme, per vie più brevi e meno partecipate, come prevede l’ art 74 , titolo VII dello Statuto della Regione Toscana: rt. 1. L’iniziativa popolare delle leggi può essere esercitata da cinquemila elettori della regione, da almeno tre consigli comunali, da ciascun consiglio provinciale, dalla città metropolitana, dal consiglio delle autonomie locali. Il Comitato promotore ha scelto la strada della partecipazione popolare, poiché questa è stata la raccolta di firme, non altro, consentendo a quasi 6 mila persone di potersi esprimere . La partecipazione, nel senso di riappropriarsi consapevolmente del proprio destino, almeno in materia di Istituzioni Locali, proseguirà con la campagna referendaria vera e propria, entrando nel merito delle competenze del Comune dell’ Elba e dei suoi Municipi, dei tempi e dei modi della riorganizzazione degli uffici per una maggiore efficienza istituzionale . Rimuovere questo pesante dato reale dalla discussione, cercando di portarla sul terreno delle insinuazioni e di presunte quanto inesistenti illegittimità è davvero poco rispettoso di tutti coloro che si sono impegnati in questi mesi e, soprattutto, per quei tantissimi cittadini che, in ogni Comune, hanno chiesto con la loro firma di poter decidere su una questione che la politica ha dimostrato, da troppo tempo, di non saper o voler affrontare..


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