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Un atto di arroganza e di inciviltà amministrativa

Scritto da : Sergio Rossi
Pubblicato in data : venerdì, 18 ottobre 2002

L’arroganza del vicesindaco Fuochi ha imposto al sindaco di Portoferraio di trasformare la costruzione del canile comprensoriale in una questione di Ordine Pubblico. La violenta e repentina inversione di rotta del Comune capoluogo sullo spostamento degli ospiti del canile ex Macelli di via Manganaro in una nuova struttura a norma da installare in località S.Martino, ha trascinato fino all’ultimo livello di scontro possibile una vicenda già vergognosa e che durava ormai da troppi anni, nel silenzio complice di tutti gli altri sindaci dell’Elba. Una questione di civiltà che la politica deve amministrare e risolvere, è stata trattata come uno scontro tra bande, da sedare e ricondurre alla norma invocando la forza pubblica. L’ordinanza di sgombero emessa oggi per il canile ex Macelli appare un atto incomprensibile anche alla luce del percorso dell’iter burocratico praticamente concluso per la costruzione di un canile comprensoriale a norma nell’area di S.Martino; perché la nuova struttura, prevista dalla legge regionale ed indispensabile per l’Elba, fosse realizzata, era intervenuta direttamente la Regione Toscana offrendo un terreno demaniale, dopo che gli otto sindaci isolani non erano stati in grado di identificare un’area disponibile. Il comune di Portoferraio, sotto cui ricade l’area di S.Martino, nel maggio di quest’anno ha rilasciato la concessione edilizia per la costruzione del canile ed ha presentato e vinto un ricorso contro la Soprintendenza che aveva emesso parere negativo, mostrando di gestire con puntualità l’intera vicenda. A distanza di una manciata di mesi, a ridosso della gara d’appalto, l’ Amministrazione rinnega ogni suo atto, interrompe l’iter burocratico per la nuova struttura ed emette ordinanza di sgombero per la vecchia, senza alcuna ragione riconoscibile. Ancora una volta gli amministratori hanno dimostrato di non sapere e di non volere rispondere ai bisogni dell’Elba, compiendo un’operazione di tipo politico sulla pelle dei volontari degli ex Macelli, che hanno sopperito le loro incapacità, e sulla pelle dei cani, che saranno deportati in canili privati del continente. Un atto di forza e di inciviltà, un mostrare i muscoli che non ci è mai piaciuto e non ci piace, un atto inconcepibile che merita di essere condannato.