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Pacaelmo - Diritti dei lavoratori e legalità, patrimonio del movimento sindacale

Scritto da : Sergio Rossi
Pubblicato in data : mercoledì, 26 novembre 2003

Siamo rimasti stupefatti per il comunicato "congiunto" della NOCENTINI-FILCAMS CGIL sulla vicenda del sequestro PACAELMO. Di certo comprendiamo le preoccupazioni Nocentiniane sul sequestro dell’immobile che, nel breve giro di qualche giorno, avrebbe arricchito le caselle del “MONOPOLI DI PORTOFERRAIO”, acquisendo in un sol colpo due nuove attività (EURONIC e DICO). Le preoccupazioni sono dovute all’impossibilità di aprire le due attività in concomitanza con le festività natalizie, che tanti bei soldini portano nelle tasche di questi nuovi Paperonimaicontenti. Che in questa Italia del lavoro instabile e dalla precarietà diffusa (e l’Elba fa parte di questo paese) il disagio ed il disappunto dell’imprenditore qualche volta si tramuti anche in lotte legittime dei propri dipendenti, accade spesso. Ma questo non deve trarre in inganno: quando un imprenditore investe in nuove attività è tenuto a rispettare Leggi ed iter amministrativi. Se questo non succede, può accadere che un Magistrato intervenga e l’attività si fermi. Di chi è la colpa allora di eventuali rischi per i posti di lavoro? Del Magistrato e delle Forze dell’Ordine che fanno quanto dovuto o dell’imprenditore e/o Direttore dei lavori e/o Impresa che realizzano l’opera? Secondo il nostro modesto parere è di chi non rispetta le Leggi. Mentre succede questo, i lavoratori si sentono minacciati, non hanno più la sicurezza del nuovo posto di lavoro, i dipendenti degli altri negozi si preoccupano perché temono ripercussioni su tutto il Gruppo e quindi si mobilitano a sostegno del proprio datore di lavoro. Niente di strano fino a che nella vicenda non interviene il Sindacato che, con un comunicato che ricalca quello della proprietà, sottolinea la propria preoccupazione. Preoccupazione derivante non dal comportamento di chi crea i presupposti perché chi è preposto a verificare le disposizioni di legge intervenga, ma dal sequestro dell’immobile per verificare che la legge sia stata rispettata. Il magistrato ha compiuto un atto inteso a tutelare i cittadini, i lavoratori e gli altri imprenditori che invece rispettanole ”regole”. Il Sindacato deve rispettare chi tutela la legalità, per la cui difesa molti suoi militanti hanno pagato con la vita. Crediamo che la posizione presa della FILCAMS-CGIL, anche se fatta con l’intento di salvaguardare i diritti dei lavoratori, sia stata fuori luogo nella forma e nella sostanza ed ha offerto al gruppo NOCENTINI l’opportunità di presentarsi come vittima. Anche se il compito del sindacato è quello di tutelare il lavoro, dobbiamo sottolineare che è necessario che denunci di chi sono le colpe quando le tutele vengono meno. Non è possibile in questo caso sostenere che le preoccupazioni dei lavoratori del gruppo NOCENTINI vengano ricercate nel sequestro legittimo del capannone PACAELMO e non nella disinvoltura con cui a Portoferraio il gruppo stesso opera da tempo (vedi chiusura DICO e apertura di nuovo Supermercato Conad, l’operazione BATA, ed ultima il capannone PACAELMO). Quando il magistrato interviene con un sequestro è sicuramente perché non sono state rispettate determinate norme, e molte volte interviene proprio a difesa dei diritti dei lavoratori. Non è pensabile ad esempio che quando viene sequestrato un cantiere edile, per violazione della sicurezza o per abuso edilizio, il sindacato non denunci le responsabilità dell’impresa ma muova invece degli appunti al magistrato. Con questo criterio ci meraviglia il fatto che la categoria degli edili CGIL non abbia emesso un comunicato sui lavoratori che operano per la ditta che costruisce l’ECO-MOSTRO di Procchio, anche quello sequestrato e dalla stesso procura. La FILCAMS-CGIL dovrebbe difendere i lavoratori del gruppo Nocentini, verificando in primo luogo l’osservanza del contratto di lavoro, gli orari, gli straordinari, le buste paga, la sicurezza ed infine il rispetto dei diritti di libertà sindacale dei dipendenti. Non ci ricordiamo di aver mai visto i negozi del gruppo chiusi per sciopero, nemmeno per le battaglie contrattuali di categoria, e ci risulta che gli iscritti al sindacato risultino veramente pochi e comunque mai partecipi all’attività del sindacato stesso. Non si difendono i diritti dei lavoratori quando non si denuncia dove e quando questi vengono calpestati. Gli interventi si fanno sempre e su tutto o è meglio tacere. E quando il Sindacato interviene è bene che lo faccia nei modi e nei tempi dovuti per rispettare quei lavoratori che hanno invece la fortuna di dipendere da datori di lavoro che rispettano contratti e leggi dello Stato. La battaglia per la legalità è patrimonio storico del Movimento sindacale. Nessuno deve mai dimenticarlo. Partito della Rifondazione Comunista Circolo U.Lupi Isola d’Elba - Coordinamento PRC Elba-Val di Cornia


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