Torna indietro

Cinghiali: il Ministero dell’Ambiente ribadisce che non si va a caccia nei Parchi

Scritto da : Sergio Rossi
Pubblicato in data : mercoledì, 26 novembre 2003

In merito al problema della emergenza cinghiali all’Isola d’Elba è pervenuta a Legambiente una lettera del competente Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio che testualmente recita: “Con riferimento alla Vostra nota del 20 Ottobre 2003, relativa alle problematiche connesse alla proliferazione del cinghiale nel Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano, si comunica che tale problema è stato ed è tuttora oggetto di particolare attenzione da parte di questa direzione che sta cercando di portare a soluzione il problema, utilizzando anche abbattimenti selettivi con esclusione della tecnica della braccata. Si desidera precisare inoltre che l’Ente gestore il P.N. Arcipelago Toscano ha trasmesso a questa direzione un progetto sul controllo del cinghiale, da attuarsi trappolamento ed abbattimento con arma da fuoco impiegando personale specializzato. Purtroppo, non è stato ancora possibili una soluzione definitiva del problema, infatti, malgrado gli sforzi profusi dalle Amministrazioni interessate, tendenti a portare alla normalità il fenomeno dell’espansione del cinghiale nel territorio del Parco, pervengono ancora a questo Ufficio svariate note di richiesta di intervento finalizzate al contenimento del fenomeno. La nota ministeriale prende quindi atto del fallimento delle politiche di contenimento fino ad oggi attuate, e chiarisce ancora una volta quali sono i limiti nei quali è utilizzabile il ricorso ad abbattimenti selettivi con il concorso di volontari, che è cosa assai diversa dal consentire l’uso della caccia nelle aree protette. Appena qualche giorno fa intorno al problema avevamo inviato alle autorità competenti ed alla stampa una nota nella quale si chiedeva “ … un piano di prelievo “serio”, degno di un Parco Nazionale, che preveda pochi interventi con i cacciatori, ma altamente efficaci (con un minimo di 60 operatori), con verifiche dei capi abbattuti ed un puntuale controllo della regolarità dei comportamenti dei cacciatori che operano nell’Area Protetta. Inoltre, Legambiente chiede, per l’ennesima volta, che il Parco investa risorse economiche, messe a disposizione dal Ministero, in una massiccia campagna di trappolamento e di prevenzione dei sabotaggi e dei vandalismi alle trappole” Alla luce dei principi sanciti, richiamati dal documento del Ministero ribadiamo che Legambiente si impegnerà con ogni mezzo lecito, non escludendo il ricorso alle vie legali perché non vengano violate con artifizi furbeschi le leggi che non consentono una surrettizia introduzione di una vera e propria attività venatoria non controllata, e contrabbandata per “abbattimento selettivo”


cinghiali con i  piccoli

cinghiali con i piccoli