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Cronaca di un “sopralluogo” a Montecristo con percorso obbligato

Scritto da : Sergio Rossi
Pubblicato in data : giovedì, 22 marzo 2012

Il problema “Veleni a Montecristo” e’ stato dibattuto nell’ultimo consiglio comunale in una mozione sospesa in attesa della richiesta di sopralluogo avvenuto il 1° Marzo 2012. Venerdì 23 Marzo alle ore 10:00, e’ convocato il consiglio comunale dove riprendera’ il dibattito della mozione sospesa. Dopo il sopralluogo all’isola di Montecristo mi aspettavo che l’assessore all’ambiente Carlo Rizzoli facesse un comunicato stampa, descrivendo “la gita” nell’isola di Dumas, visto che manca solo un giorno al dibattito in consiglio comunale. Visto che cio’ non e’ accaduto, questa e’ la cronaca della visita sull’isola dei gabbiani. Il 29 febbraio 2012, alle ore 12:30 circa, la segretaria del sindaco mi comunica via telefono le testuali parole: “domani ore 9 a Porto Azzurro la motovedetta del CFS parte per il sopralluogo a Montecristo”. Il 1° marzo, all’appuntamento oltre al sottoscritto ci sono Carlo Rizzoli, assessore all’ambiente di Portoferraio, Francesca Giannini dipendente dell’Ente Parco e Yuri Tiberto, membro del Consiglio Direttivo del Parco e, sulla motovedetta, lo staff del CFS e il Dott. Vagniluca dell’UTB di Follonica. Manca un rappresentante tecnico del Comune di Portoferraio. Ad attenderci sul molo a Montecristo troviamo il Dott. Paolo Sposimo, che rappresenta la NEMO, in qualità di co-autore e beneficiario associato del Progetto LIFE, e i custodi, Luciana e Giorgio. Sulla piazzola dell’elicottero dove, in bella vista, si trova il congegno usato per la distribuzione dei bocconi avvelenati, facciamo quattro chiacchiere sull’utilità del progetto LIFE+ Montecristo 2010. Sulla strada di fianco, notiamo un cumulo di sacchi ancora pieni di pellet, protetti da un telo. Finalmente si parte e la prima sorpresa è che il sopralluogo ha un percorso obbligato che coincide con il sentiero che da Cala Maestra conduce al punto panoramico Belvedere. Lungo il percorso riscontriamo la presenza di contenitori con all’interno le esche topicide; Sposimo ce li mostra, ne apre alcuni e ci fa vedere che l’esca e’ integra, non e’ stata mangiata dai topi, mentre sostiene che i primi giorni della posa i bocconi venivano divorati. Ciò, a suo dire, a dimostrazione che l’esperimento ha funzionato. Sul crine del promontorio il sentiero del belvedere mette in mostra il suo nome: a destra si apre Cala Santa Maria con la sua falesia di boscaglia dove brucano alcune capre, che si estende fino ad una spiaggia bellissima; a sinistra si vede Cala Maestra con la sua villa e la maestosità della vallata con la pineta. Davanti, le guglie della montagna dove volteggiano tre falchi. Si può dire che e’ il punto più panoramico della nostra passeggiata ed e’ anche il punto dove finisce il recinto delle capre. Siamo proprio sopra la villa reale dove il sentiero si inerpica per un centinaio di metri, poi scende abbastanza ripido sopra la villa. In questo tratto non ci sono più i contenitori delle esche avvelenate, ma lungo tutto il percorso si trovano numerosi mucchietti di bocconi azzurri di “pellets” disseminati sul terreno. Fauna morta visibile: nessuna. Viva, oltre alle capre e ai falchi, una bellissima vipera. Chiedo al personale del CFS se hanno riscontrato animali morti, e mi dicono che via mare è stato possibile riscontrare soltanto la morte di un numero imprecisato di gabbiani reali, 100, forse 150 esemplari, ma che per la conformazione dell’isola non è stato possibile verificare altro. A conclusione della giornata, possiamo dire che: - Più che di sopralluogo, sarebbe meglio parlare di “visita guidata” in quanto i partecipanti hanno dovuto seguire il percorso imposto; - Il sentiero del Belvedere è fuori dall’area che è stata interessata dal lancio dell’esca avvelenata con l’elicottero; - Lungo il percorso sono stati riscontrati numerosi mucchietti di pellets avvelenati sparsi sul terreno; - Non abbiamo visto traccia di carcasse di topi o di altri animali. A distanza di quasi 2 mesi dal lancio delle esche avvelenate sull’Isola di Montecristo, intendiamo chiedere al Comune di Portoferraio se intenda esercitare le proprie competenze in materia di derattizzazione come previsto dalla legge regionale toscana 39/2001. Infatti, è ormai pacifico che il Dirigente dell’area tecnica, seppur dopo qualche ripensamento, ha autorizzato la derattizzazione, senza indicare alcuna prescrizione sulla durata del trattamento e sulle sostanze da utilizzare; rimane ancora da chiarire come il Comune intenda verificare il rispetto dell’ordinanza del Ministero della Salute ed acquisire dall’Ente Parco la copia del verbale di chiusura delle operazioni, nel quale deve essere indicato il numero di esche immesse nell’ambiente, l’area interessata dall’operazione e il numero di esche non utilizzate e rimosse al termine dell’operazione. Tale verifica si impone al fine di attivare le attività di bonifica dell'area interessata. Quello che però ci preme evidenziare è che la nostra richiesta di sopralluogo non era finalizzata a fare una “gita” di piacere a Montecristo, con annesso pic-nic e guida esperta, bensì a verificare le conseguenze del trattamento nelle zone bombardate con veleno! Nel ringraziare per la bella giornata, porgiamo i più calorosi saluti. Carlo Gasparri E' evidente che a Montecristo in coincidenza della visita citata si è consumato l'ennesimo atto della congiura internazionale-ministeriale-ambientaliasta-demoplutopippoparcogiudaicocratica, che dietro il paravento della derattizzazione in realtà mira con i bombardamenti venefici a sterminare ogni altra specie faunistica per trasformare, previo un piano di riforestazione intensiva con opportune essenze arboree (Eucalipti) l'intera isola di montecristo a zona deputata alla riproduzione dei Koala, marsupiali minacciati di estinzione. L'isola a quel punto sarà dichiarata antropicamente interdetta, difesa con pattugliamenti di motovedette della Forestale e a nessuno (fuorchè a limitati contingenti di giovani aborigeni australiani in gita di istruzione scolastica) sarà consentito lo sbarco E' altresì palese che le cataste di carcasse di animali morti a seguito dei protervi bombardamenti erano state carognescamente (il termine è d'obbligo) nascoste in una zona dell'isola diversa da quella in cui è stata condotta la triade che compì il glorioso sopralluovo. Amen (speriamo)


montecristo 3

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