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Eradicazione dei ratti: quello che gli animalisti non vogliono sia fatto a Montecristo applicato con ottimo successo dagli ambientalisti in un'isola della Georgia del Sud Umberto Mazzantini, responsabile nazionale Isole Minori di Legambiente

Scritto da : Sergio Rossi
Pubblicato in data : venerdì, 03 febbraio 2012

Mentre in Italia si discute della derattizzazione di Montecristo, dall’altra parte del mondo, nella remota Georgia del sud, approfittando della breve estate australe, prosegue con successo la Phase One of the South Georgia Habitat Restoration Project. Nell’aprile del 2011 in Georgia del Sud, un territorio australe britannico, vennero ricoperti, di esche avvelenate lanciate dagli elicotteri (proprio come a Montecristo, ma con un metodo meno “raffinato”), ben 12.800 ettari di territorio, la più grande area “trattata” al mondo per l’eradicazione dei ratti (Rattus norvegicus) Montecristo è solo 1.039 ettari. Ma non è ancora niente: la fase 2 del progetto di eradicazione e ripristino dell’habitat nella Georgia del sud si terrà nel 2013 e nel 2014, in altre 17 aree, per un totale di 80.000 ettari ancora da trattare, prima che l'intera isola possa essere dichiarata “rodent-free”. Il rapporto “Non-target Mortality” dell’ Advisory Panel dell’associazione ambientalista South Georgia Heritage Trust rivela che, dopo il lancio delle esche avvelenate, sono stati trovati morti solo 153 uccelli (in un’isola che ne ospita milioni) e che la maggior parte (113) sono codoni beccogiallo della Georgia del sud (Anas Georgica Georgica), quindi anatidi, non presenti a Montecristo, mentre non è stato trovato morto nessun esemplare di specie protette dall’Agreement on the conservation of albatrosses and petrels (Acap species) I risultati del progetto della Georgia del sud dimostrano che l’eradicazione dei ratti attraverso esche lanciate dagli elicotteri ha molto meno impatto sull’avifauna (e nullo sull’altra fauna) rispetto a quella di altri animali invasori introdotti nelle isole dall’uomo. Infatti il Macquarie Island Pest Eradication Project per l’eradicazione dei conigli europei (Oryctolagus cuniculus) ha provocato la morte di molti uccelli marini, 720 dei quali (un terzo) erano petrelli giganti (Macronectes spp., soprattutto Northerns M. Halli). Secondo il rapporto dell’ advisory panel, i motivi di questa differenza sta tutta nei due mammiferi invasori presi di mira: le carcasse di coniglio nelle Macquarie hanno attratto gli uccelli che si nutrono di carogne provocando un avvelenamento secondario, ma fortunatamente la Georgia del sud è rabbit-free, come Montecristo. Su “Project News” n. 9 del gennaio 2012, la newsletter del South Georgia Habitat Restoration Project si legge che gli uccelli, tra i quali stercorari/skua antartici (Catharacta antartica), codoni becco giallo della Georgia del Sud e l’endemica Pispola antartica della Georgia del Sud (Anthus antarcticus), sono tornati in massa nella zona trattata con le esche lanciate dagli elicotteri e le prime due specie sono in pieno allevamento dei pulcini. Dopo 10 mesi ci sono ancora tracce di ratti, ma il direttore del progetto, Tony Martin, è cautamente ottimista. Si tratta di un compito enorme e costoso, ma mentre in Italia Enpa e Lav si alleano con gli antiparco per contrastare il progetto di eradicazione a Montecristo, gli ambientalisti del South Georgia Heritage Trust cercano sponsor per il loro progetto di eradicazione, “vendendo” un ettaro di terreno da trattare con le esche avvelenate per i ratti agli ecologisti di tutto il mondo che vogliono salvare la magnifica avifauna di questa lontana isola australe. A proposito di associazioni ambientaliste, il ministro dell'ambiente della Gran Bretagna, Richard Benyon, ha annunciato di aver finanziato con 250.000 sterline un progetto della Royal society for the protection of birds (Rspb - che potrebbe essere definita la “madre” di tutte le “Lipu” del mondo) per eradicare dall’isola di Gough un “killer” molto carino e “disneyano”, il topolino delle case (Mus musculus), una cosa che farebbe certamente più orrore agli animalisti italiani dell’eliminazione dei grossi ratti da Montecristo. Ma una riunione dell’UK Overseas Territories Consultative Council tenutasi il 24 novembre 2011 ha decretato che il finanziamento «Sarà utilizzato per pianificare e implementare un’attività di eradicazione su Gough Island, da ottenere attraverso due applicazioni aeree di esche con veleno Brodifacoum dagli elicotteri su tutta l'isola». Gough Island, 93 km2, che fa parte del territorio d’oltremare britannico di Sant’Elena nell’Oceano Atlantico, è considerata uno dei più importanti siti al mondo per la nidificazione di uccelli marini ed ospita quasi tutta la popolazione mondiale dell’albatros di Tristan (Diomedea dabbenena) una specie a rischio critico di estinzione, i cui pulcini ogni anno vengono letteralmente mangiati vivi dai “simpatici” e “carini” topolini. Anche il Fringuello di Gough (Rowettia goughensis), una specie endemica dell’isola, è seriamente a rischio estinzione a causa dei topi. Benyon ha sottolineato: «Il nostro sostegno a questo importante progetto dimostra la nostra determinazione a proteggere le specie in via di estinzione, ovunque esse siano nel mondo, molte piante e animali che vivono nei nostri territori d'oltremare non si trovano in nessun'altra parte del mondo e questo finanziamento è un passo significativo per garantire la loro sopravvivenza. Dobbiamo agire prima che sia troppo tardi e che uccelli come l'albatro di Tristan, i cui pulcini sono stati mangiati vivi dai topi delle casa su Gough Island, siano perduti per sempre». Dopo aver esaminato gli impatti sulla fauna ed eseguito uno studio di fattibilità (proprio come è stato fatto a Montecristo), è stato redatto un piano operativo per eradicare i topi da Gough. La Rspb è attualmente impegnata a soddisfare le esigenze di ricerca e progettazione illustrate in quel piano e il Department for environment, food and rural affairs britannico ha detto che il finanziamento sarà utilizzato per promuovere l'attuazione del piano, ma anche in questo caso si stanno raccogliendo fondi attraverso donazioni degli ambientalisti per implementarlo ulteriormente. Infatti, la Rspb ha stimato che il costo totale dell’attività di eradicazione potrebbe essere fino a 4 – 5 milioni di sterline, molto di più del finanziamento del governo. Insomma, mentre a Montecristo gli animalisti e gli antiparco rischiano di far saltare un progetti Life finanziato dall’Europa, in Gran Bretagna i difensori dell’avifauna raccolgono fondi per eradicare topi e ratti in altre isole… Misteri delle molte facce che assume la difesa degli animali.


eradicazione ratti usa elicottero

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