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Il dono di Bolano al Carabinieri - riflessioni

Scritto da : Sergio Rossi
Pubblicato in data : lunedì, 26 settembre 2011

PORTOFERRAIO. Le cronache hanno già detto dell'evento che ha ricordato il sacrificio di Salvo D'Acquisto, ma è il caso di fornire qualche dettaglio, considerata la qualità della manifestazione. Nella caserma dei carabinieri di viale all'Elba sono state forti le emozioni tanto che il tempo sembrava essersi fermato. O forse è meglio dire il tempo è stato riscoperto, quello dei valori, elevati, in grado di far riflettere e dar forza a tutti quanti, in una società che pare spesso "disorientata" per usare un eufemismo. E' accaduto proprio in occasione della consegna del quadro, dedicato a Salvo D'Acquisto, all'Arma dei carabinieri elbana, grazie ad una generosa e significativa iniziativa di Italo Bolano, noto pittore e scultore, animatore culturale Portoferraiese, che gestisce il Giardino dell'arte a San Martino, un'artista dal curricolo infinito di oltre 60 anni d'impegno, a suo tempo amico anche del celebre poeta Mario Luzi. L'evento è stato magistralmente organizzato e condotto dal capitano Emiliano Zatelli, giovane comandante romano, della compagnia elbana, che ha coinvolto il sindaco Roberto Peria, il parroco Don Salvatore Gallo e una scolaresca, la classe terza del liceo scolastico Foresi, per l'occasione accompagnata dalla professoressa Mibelli. Presente anche il rappresentante dei carabinieri in congedo Michele Giuzio, il rappresentante dell'unione ufficiali in congedo Gabriele Magnoni ed altri intervenuti. Di particolare affetto la parte finale dell'incontro, nel quale il comandante di stazione, luogotenente Gianmarco Lampunio, ha letto la motivazione della medaglia d'oro assegnata a suo tempo a Salvo D'Acquisto, che sacrificò la propria vita per salvare dallo stermino 22 persone nel 1943 a Torreinpietra, dopodiché lo stesso comandante ha letto la preghiera del carabiniere e quindi è stato scoperto il quadro dell'artista, tra gli applausi dei convenuti. L'opera ha un formato di 100 × 150 ed è nello stile consueto del pittore, espressionista astratto, in questo caso figurativo, che in gioventù fu sostenuto e avviato all'arte dall'indimenticato professor Alfonso Preziosi. Il quadro è diviso in due parti nettamente, a sinistra una zona pienamente illuminata che raffigura il giovane vicebrigadiere, sotto la Torre di Palidoro, intento a porgere con la sua mano il proprio cuore. Simboleggia l'offerta della propria vita, e lo fa verso alcuni nazisti che brandiscono le armi insanguinate verso di lui. I militari nazisti sono stati collocati da Bolano, come ha specificato, nella parte destra del quadro, che è invece grigia, oscura, a rappresentare il buio che il nazismo e il fascismo portarono in Europa nel passato. "Queste figure - ha sottolineato il professore d'arte in pensione- le ho rappresentate come dei burattini, in quanto purtroppo allora la maggioranza dei germanici non seppe opporsi al volere aberrante di Hitler. L'arma dei carabinieri è stata da me sempre ammirata, regala costantemente un servizio di qualità alla comunità e questi militari sono i primi ad intervenire e gli ultimi ad andarsene, solo quando le situazioni di pericolo sono state superate e tutto torna alla normalità e alla sicurezza per i cittadini". All'inizio dell'evento il sindaco e il comandante hanno ricordato la figura di questo carabiniere unico che donò la propria vita, ricordando l'episodio per il quale il giovane ventitreenne si trovava a comandare una stazione dei carabinieri. Le SS catturarono, per rappresaglia, le persone della zona perchè secondo loro qualcuno era colpevole di aver ucciso alcuni loro militari in un attentato. Inutilmente Salvo fece notare che in realtà era accaduto un banale incidente, probabilmente l'esplosione di una bomba era avvenuta per un'imperizia degli stessi militari tedeschi periti. Quando i nazisti avevano ormai fatto scavare le fosse a quelle persone innocenti, destinate al massacro, Salvo D'Acquisto parlò con i gerarchi e dopo il colloquio le persone furono lasciate libere, riconquistarono immediatamente la vita che ormai stavano per perdere. Il giovane carabiniere fu ucciso al loro posto e prima di morire ebbe anche la forza di gridare "Viva l'Italia". Evidentemente si era addossato la colpa per salvare quella gente. " Un atto di eroismo eccezionale - ha fatto notare ancora il comandante Zatelli - che oggi è di esempio ai giovani presenti e a tutti noi, un ragazzo che aveva anche la forza della fede ed infatti è in corso, da parte della Chiesa, un processo di beatificazione". Ed a questo proposito il parroco Gallo è intervenuto dicendo, rivolto in particolare agli studenti. " Niente caspita per caso, mi diceva un frate quando ero ragazzino, e non è venuto dal niente il gesto eroico di Salvo D'Acquisto. Il giovane aveva fatto parte dei gesuiti: la compagnia di Gesù, ecco che quel 23 settembre del 1943, il gesto del giovane carabiniere aveva anche queste forti radici, aveva l'esempio di Colui che aveva dato la vita per tutti noi con la crocifissione. Allo stesso modo Salvo si sacrificò per impedire la morte di quelle 22 persone" . Messaggi straordinari e forti che probabilmente rimarranno indelebili nelle giovani menti degli studenti, esortati da tutti a seguire i valori espressi dalla vita del carabiniere, in modo che quotidianamente possano trovare motivi di impegno e di studio, con la forza che può venire dal conoscere tali esempi di vita. La manifestazione, che Cristina moglie di Italo Bolano ha definito di grande valore culturale e didattico, si è poi conclusa con un rinfresco offerto dai carabinieri, protagonisti ancora una volta nella vita sociale e culturale dell'isola d'Elba.


Carabinieri  bolano 2

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