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A Sciambere del regalare i fichi o della disavventura ristorativa

Scritto da : Sergio Rossi
Pubblicato in data : mercoledì, 06 ottobre 2010

E’ piuttosto nota la storia ferajese che narra di un diverbio tra un commerciante ed un suo cliente che di fronte ad un prezzo che riteneva esoso sbottò: “Eh ma voi rubbate!” “Cosa – s’incoterzolì il negoziante - (nota Linguistico-mirmecologica per i non elbani: incoterzolirsi = arrabbiarsi come la coterzola, vale a dire quelle specie di formiche bicolori che disturbate spruzzano dall’addome acido formico, che è avvertito dall’epidermide umana come puntura) Cosa?? Voi dite che noi ruberemmo?” “No-no – ribatte l’altro – io non l’ho miga detto che rubbereste … ho detto che voi rubbate!” Ordunque non è nostra abitudine generalizzare mai e in nessun caso e sappiamo benissimo che esistono operatori corretti e tra gli esercenti c’è gente onesta che si ammazza di lavoro accontentandosi di guadagnare il giusto, ma una sera come tante usciamo con due amici e capitiamo in un ristorante, di cui non faremo il nome (qui) servizio spartano tovaglietta di carta individuale, siamo tra i pochi avventori e come aperitivo il titolare ci serve le sue lamentazioni sulla stagione che gli va a cazzo, sul costo dei trasporti etc. Ordiniamo (pure nella speranza di togliercelo dalle palle) e riceviamo in tutto: - due simil-tagliate (forse 250 grammi complessivamente di carne francamente scadente mascherata da pannosa salsina) - un piatto di penne all’arrabbiata, - due contorni di verdure fritte in pastella (prodotto precotto surgelato) - due porzioni di dolce (preconfezionato) - una bottiglia di vino “della casa” (meglio se non ci dicono che casa è quella in cui fanno quel vino perché ci potrebbe venire voglia di bararla) - due caffè (annusando il nostro pensiamo che per sbaglio ci abbiamo fatto un Hag, poi dopo averlo assaggiato e non terminato, risolviamo deve essere Liebig perché sa di brododidado Qualcosa di notevole quella cena però ce la riserva: il conto: 107 euro verrebbe, ma il nostro colto da una botta di generosità ci fa pure lo sconto “105 va!” esclama con l’aria di quello che s’è rovinato. “35 a chiorba? – ci scappa tra i denti mentre perfezioniamo la rapina cacciando fuori i soldi richiesti - Deh e regali i fihi!” “Come?” E’ foresto non ha capito… Ci verrebbe voglia di citare l’antico ferajese - volevo di’ che rubbate, ma rubbate parecchio - e invece chiediamo: “ma voi siete sempre aperti?” “Sì – dice tutto fiero – fino al … e fuori che il …” Aspetta che mi richiappi, popo’ di mardola!


spaghetti

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