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Archiviata la querela presentata da Enrico Cioni per la vicenda del parcheggio Riconosciuta liceità del comportamento dei direttori di Tirreno, TeNews, Elbareport Nessuna scorrettezza nel documento licenziato da Rifondazione

Scritto da : Sergio Rossi
Pubblicato in data : giovedì, 23 settembre 2010

Martedì al Tribunale di Livorno davanti il Giudice per le Indagini Preliminari si è discusso della causa intentata dal Sig. Enrico Cioni verso Bruno Manfellotto (direttore de Il Tirreno), Sergio Rossi (direttore di Elbareport) Rita Blando (direttore di Teleelba-Tenews) Flavio Marzolla, Daniele Palmieri e Massimo Forti del Partito della Rifondazione Comunista. Il Cioni sosteneva che nella trattazione del controverso caso del Parcheggio delle Ghiaie fittatogli da Casalp ed in esclusivo uso all’Hotel Cristal tutti i sopracitati avessero commesso nei suoi confronti il reato si diffamazione a mezzo stampa. Già il P.M. Tenerani, incaricato di seguire il caso aveva proposto l’archiviazione per la insussistenza degli argomenti addotti ma a questa richiesta si erano opposti i legali del Cioni. Siamo così giunti alla convocazione delle parti davanti al Giudice per le indagini preliminari Merani che ascoltate le parti presenti (assenti i legali rappresentanti di Cioni) ha rapidamente deciso per la definitiva archiviazione della causa. Si è sentenziato quindi che quello che scrisse PRC era lecito e comunque gli organi di informazione niente altro che il diritto/dovere di cronaca avevano esercitato. La vicenda ha insomma avuto identico iter ed esito della causa intentata dallo stesso noto imprenditore (con la gravissima accusa di calunnia) nei confronti di Daniele Palmieri, Sergio Rossi e del Cap. Salvatore Distefano chiusasi meno di un anno fa. Non siamo stati, cari lettori, quindi, calunniatori in relazione ad “Affari e Politica” e nemmeno diffamatori, sulla vicenda del parcheggio. Non che avessimo dei dubbi in merito, ma vederlo sancito dalla legge ci fa molto piacere. E dovrebbe far riflettere anche chi si sente un padreterno perché ha quattro soldi in tasca e crede giusto spenderli, anzi buttarli, per tentare (in modo comicamente inutile) di incrinare l’immagine di persone che continuano a fare solo il loro lavoro ed il loro dovere


campino parcheggio casalp

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