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Gli umori e le speranze nella manifestazione per l'interramento della linea elettrica

Scritto da : Sergio Rossi
Pubblicato in data : sabato, 28 novembre 2009

Tutti concordi i numerosi partecipanti all’assemblea indetta dal comitato per l’interramento della linea elettrica, e presieduta da Michele Rampini, nel riconoscere un clima costruttivo e unitario, che, tralasciando le polemiche, da rimandare a tempi diversi, può essere oggi l’unica base per ottenere una marcia indietro di Terna e costringere la società a rinunciare ai tralicci per la soluzione alternativa dell’interramento. Si, perché la società Terna ha ormai tutti i permessi per procedere all’installazione dei mostri che deturperebbero il paesaggio dal Volterraio a Procchio, come appare evidente in un montaggio fotografico che il comitato proietta a più riprese durante l’assemblea. Anche se l’interramento porterebbe comunque un danno ecologico, questa immagine presenta anche un danno paesaggistico inaccettabile da chiunque. A questo punto per recedere dal progetto sarebbe necessario un intervento del Ministero per lo sviluppo economico, che tenesse conto dell’unanimità di tutti gli enti locali, le associazioni, le organizzazioni di categoria, insomma di tutta l’Elba. Danilo Alessi, che indica questa strada, ricorda che, se stanno per iniziare i lavori per l’interramento di una parte dell’elettrodotto, nel comune di Rio Elba, quelli per installare i tralicci inizieranno nel prossimo settembre, quindi ci sarebbe un margine di tempo per condurre questa battaglia con speranza di successo. Nonostante lo sforzo unitario, compiuto soprattutto dai rappresentanti delle istituzioni e del mondo politico che governa oggi (in ordine di intervento Carlo Rizzoli, , Fabrizio Antonini, Nunzio Marotti, Leopoldo Provenzali, Roberto Peria, Danilo Alessi) comunque, nell’assemblea qualcuno non ha saputo rinunciare a note polemiche, per esempio Riccardo Nurra, che ha rinfacciato a chi governava il comune di Portoferraio all’epoca, nel 2004, subito dopo essere subentrato alla giunta Ageno, di cui lui stesso aveva fatto parte, quindi alla prima giunta Peria, di aver rilasciato il permesso per i tralicci, come pare gli abbia suggerito l’architetto Maltinti, da lui interpellata via mail: “se fanno i tralicci, vuol dire che qualcuno ha dato il permesso.” Peria ha riferito, in una puntuale ricostruzione, tutte le fasi che hanno portato al progetto attuale, ricordando invece come, al tavolo di trattative con la società Terna, fra i comuni elbani c’era solo quello di Portoferraio. Altre frecciate polemiche sono state lanciate all’indirizzo del Parco, che, dopo essersi assicurato l’interramento all’interno dei suoi confini, si sarebbe disinteressato del resto dell’Elba e non è neppure rappresentato nell’assemblea. Nessuno si cura di ricordare che, come comunica la segreteria dell’Ente, il Presidente del Parco ha incontrato mercoledì 25 novembre una rappresentanza del Comitato per l’interramento del nuovo elettrodotto. Tozzi, pur facendo presente che esiste un quadro di accordi a suo tempo sottoscritti da tutti gli attori cui è difficile sottrarsi, suggerisce di valutare la possibilità di usare uguali criteri per la valutazione di impatti sia ambientali che paesaggistici fuori e dentro il Parco, compatibilmente con le esigenze economiche ma non trascurando i diritti dei cittadini. Alcuni interventi suggerivano anche altre idee: un percorso alternativo, individuato da Vittorio De MIchieli Vitturi, che ha esposto il caso veramente straziante di una sua vicina che, dopo aver investito tutti i suoi averi in una casa, sarà costretta a lasciarla perché sua figlia, che necessita di un pace-maker, non può stare vicino a campi elettrici; il ricorso alle alte sfere tecniche, come il presidente di Enel, che viene all’Elba da sempre e ama l’Elba, suggerito dall’imprenditore Mantovani, della Locman, che lo conosce personalmente e ritiene giustamente che i tralicci elbani non sarebbero affatto coerenti con l’immagine che l’Ente elettrico vuol dare di sé; oppure una pubblicizzazione del problema attraverso la TV, per esempio presentandosi a Striscia la notizia, come suggerisce Roberto Marini. La vita di un’assemblea comunque nasce dall’attenzione del pubblico, qui in gran parte composto da abitanti delle campagne di Portoferraio, da Bagnaia a Valle di Lazzaro, direttamente colpiti, come abitanti e come imprenditori turistici, tutti molto attenti e pronti ad applaudire come a ribellarsi alle affermazioni degli oratori.


assemblea tralicci alessi rampini rizzoli interramento

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