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Procchio: a maggio giù l’ecomostro e interventi contro il rischio di esondazioni pubblicata domenica 1 aprile 2012 alle ore 11:13 da Sergio Rossi

#FD L’ecomostro di Procchio sarà demolito nel prossimo mese di maggio ed è già pronto il piano per ricostruire in tutta l’area , colpita dall’alluvione dello scorso autunno, il reticolo idraulico necessario a prevenire il rischio di nuovi eventi calamitosi. Lo ha detto il presidente della regione Toscana Enrico Rossi, nella sua veste di Commissario per la ricostruzione all’isola d’Elba, nel corso della conferenza stampa di presentazione del piano di interventi per l’isola. Il presidente ha indicato come assoluta priorità per la messa in sicurezza dell’area di Procchio, alluvionata il 7 novembre scorso, il varo di un pacchetto di interventi di mitigazione del rischio idrogeologico. Al centro di questo piano figura il ripristino del tracciato originale del fosso Vallegrande sino al mare, tracciato che transita proprio in corrispondenza del cosiddetto “ecomostro”. I prossimi passaggi saranno dunque l’abbattimento della struttura e il varo, formalizzato con un’intesa tra Regione, Provincia di Livorno e Comune di Marciana, del piano di mitigazione del rischio idraulico per l’area. Quest’ultimo intervento, finanziato dalla Regione, avrà un costo di 5 milioni di euro. Un primo lotto di due milioni sarà finanziato dal Commissario già nelle prossime settimane, subito dopo che la giunta, lunedì, avrà approvato una variazione di bilanci0 che destina la cifra a questo scopo. L’intervento di risistemazione idraulica dell’area Le criticità idraulica della frazione di Procchio è essenzialmente dovuta alla scomparsa di un vero e proprio reticolo di drenaggio delle acque superficiali. In corrispondenza dell’abitato, infatti, si perdono i tracciati dei corsi d’acqua che drenano i bacini idrografici a monte, senza raggiungere lo sbocco a mare. Evidente, quindi, la pericolosità idraulica dell’area. L’ultimo evento alluvionale, quello del 7 novembre 2011, ha evidenziato la necessità di assumere quale criterio di approccio per la sistemazione idraulica di Procchio il ripristino, per quanto ancora tecnicamente realizzabile, dell’originario reticolo idraulico del Fosso Vallegrande, come preesistente alla diffusa urbanizzazione degli ultimi decenni, seguendo le indicazioni di percorso delle carte catastali risalenti al primo dopoguerra. L’intervento permetterà di ricreare tratti di corsi d’acqua con una sezione idraulica idonea allo smaltimento di ondate di piena sino a 29 metri cubi al secondo, per circa 1 km, e di adeguare la sezione idraulica nei tratti di fossi esistenti con interventi di ripristino complessivi per circa 2 km di tracciato. La sistemazione idrogeologica del bacino del Fosso Vallegrande prevederà, inoltre, la realizzazione di interventi idraulico-forestali nei tratti a monte dell’abitato, tra cui alcune piccole briglie e l’inserimento, in area urbana, di condotte con sbocco diretto a mare per lo smaltimento delle acque di pioggia ordinare. L’”ecomostro” di Procchio L’”ecomostro” è uno scheletro di cemento situato a Procchio in un’area non distante dal mare, vicina al bivio per Campo nell’Elba. Nei piani avrebbe dovuto essere, un centro servizi da 7.500 metri cubi, capace di ospitare appartamenti, negozi, un parcheggio sotterraneo. Invece è rimasto allo stato in cui lo si può vedere attualmente, una sorta di cantiere costantemente deserto. La storia di questo immobile mai completato comincia nel 2000 con l’avvio dell’iter per l’autorizzazione del “Centro servizi di Procchio” e prosegue nel 2002 quando iniziano i lavori. Ma già dall’autunno di quell’anno la realizzazione del fabbricato incontra il primo grave ostacolo: è l’alluvione che interessa questa e altre aree dell’isola producendo allagamenti e dissesto idrogeologico. Nel marzo dell’anno successivo, poi, arriva lo stop all’opera : il comando locale del Corpo di polizia forestale accerta infatti che le opere realizzate dall’impresa non corrispondono alla licenza edilizia rilasciata nel 2002. La magistratura dispone il sequestro del cantiere e si apre un iter giudiziario tutt’ora in corso (il processo penale si è concluso in primo grado e in appello con diverse condanne, ma è stato presentato ricorso in Cassazione).

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