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Marciana Marina - Espressione in merito alla istituzione del comune Unico dell'Elba pubblicata venerdì 30 marzo 2012 alle ore 05:30 da Sergio Rossi

Comune di Marciana Marina Provincia di Livorno DELIBERAZIONE DEL CONSIGLIO COMUNALE __________________________________________________ ATTO N. 8 SEDUTA DEL 20/03/2012 OGGETTO: ESPRESSIONE DI VOTO IN MERITO ALL'ISTITUZIONE DEL COMUNE UNICO DELL'ISOLA D'ELBA. __________________________________________________________________________ L’anno duemiladodici e questo giorno venti del mese di Marzo, alle ore 11:00, nell’Aula Consiliare del Civico Palazzo, si e’ riunito il Consiglio Comunale, convocato nei modi di legge, insessione Straordinaria, in seduta pubblica di prima convocazione, sotto la presidenza del signor CIUMEI ANDREA nella sua qualità di SINDACO. All’appello risultano: CIUMEI ANDREA Sindaco Presente LUPI FRANCESCO Consigliere Presente BONANNO ELETTA Consigliere Presente ALLORI GABRIELLA Consigliere Presente CITTI GUIDO Consigliere Presente GIANNONI FRANCO Consigliere Presente FRASSINETTI GIORGIO Consigliere Assente MAGRONE CARLO Consigliere Assente COVITTO MATTEO Consigliere Presente DE FUSCO ALBERTO Consigliere Assente ADRIANI CRISTIANO Consigliere Assente TERRENI MARIA CRISTINA Consigliere Assente PAGNINI ANTONIA Consigliere Assente Consiglieri assegnati: n. 12, Consiglieri in carica: n. 12 oltre il Sindaco, Consiglieri presenti: n. 8, Consiglieri assenti: n. 5. Partecipa la Dott.ssa Rossella FORLANI - Segretario del Comune. IL PRESIDENTE riconosciuta la validità del numero legale degli intervenuti per l’assunzione delle deliberazioni, dichiara aperta la seduta. OGGETTO: ESPRESSIONE DI VOTO IN MERITO ALL'ISTITUZIONE DEL COMUNE UNICO DELL'ISOLA D'ELBA. IL SINDACO Inizia la sue esposizione ricordando che a febbraio 2011, su iniziativa delle Associazioni di Categoria dell’Isola d’Elba – CNA, CONFESERCENTI, CONFCOMMERCIO, COLDIRETTI, ASSOCIAZIONE ALBERGATORI, CONFINDUSTRIA, CIA, API LIVORNO - si è costituito il Comitato per la iniziativa popolare di legge regionale per la fusione dei comuni esistenti all’Isola d’Elba – denominato COMITATO PER IL COMUNE UNICO ALL’ISOLA D’ELBA. Il nominato Comitato, prosegue il Sindaco, ha proceduto alla raccolta delle firme nell’intento di raccoglierne almeno 5000 firme per dar luogo al Referendum regionale sul Comune Unico: nello specifico del percorso procedurale, la Regione accertata la regolarità di almeno 5000 firme, sottoporrà la proposta, unitamente ad eventuali emendamenti, che dovessero essere presentati, alla votazione del Consiglio Regionale, cui dovrebbe seguire l’indizione del referendum consultivo fra i soli elettori Elbani al termine del quale, non essendo richiesto un quorum dei votanti, se prevarranno i voti favorevoli si procederà, con legge regionale, alla fusione degli otto Comuni; Al riguardo, sottolinea il Sindaco, il condizionale è d’obbligo, atteso che il testo della legge proposta fa richiamo all’art. 74 dello Statuto Regionale -inerente l’iniziativa di legge popolare- e che dalla lettura dell’ art.59, comma 3 della Legge regionale 23/11/2007 n.62, di disciplina del procedimento referendario, si rileva che: “La consultazione non ha luogo qualora la proposta di legge sia relativa all’istituzione di un nuovo comune o la proposta di legge sia di iniziativa popolare ai sensi dell’articolo 74 dello Statuto”; l’interrogativo che si tratti di un referendum oppure di un’iniziativa di legge popolare assume ancor maggiore spessore allorchè rileviamo che il "vecchio" manifesto recita testualmente RACCOLTA DELLE FIRME PER REFERENDUM SUL COMUNE UNICO e il nuovo adesivo, diversamente, recita FIRMA LA PROPOSTA DI LEGGE PER IL COMUNE UNICO; Questo rilievo conduce a forti dubbi di legittimità delle firme raccolte precedentemente sotto la propaganda del moto referendario, in relazione alla differente campagna di proposta di legge ad iniziativa privata promossa con l’adesivo. Il Sindaco, in conferma, evidenzia che la parte ‘preambolo’ della proposta di legge posta a base della raccolta, richiama la sola L.R. n. 51 del 6 ottobre 2010: “Norme sull’iniziativa popolare” dovendosi ritenere, pertanto, che la proposta del Comune Unico si fondi su tale istituto; Al riguardo, sottolinea che la normativa regionale in parola individua tra i modi di esercizio di presentazione di legge ad iniziativa popolare, la promozione da parte di cinquemila elettori della Regione, significando, quindi, che l’avvenuta raccolta delle firme costituisce il presupposto necessario per la presentazione della proposta di legge e non per chiedere l’indizione del referendum, strumento di cui non c’è traccia di previsione nella legge regionale in esame né tantomeno nella stessa proposta di legge ad iniziativa popolare, se non un generico ‘visto l’esito l’esito favorevole del referendum consultivo….’ - che appare aggiuntivo rispetto alla disciplina procedurale posta con la legge regionale 51/2010 ed in conflitto con la chiara previsione recata dalla richiamata disposizione di cui all’art.59, comma 3 della Legge regionale 23/11/2007 n.62. Proposta di legge che, al contrario, come appena evidenziato, viene espressamente collegata alla norma statutaria di cui all’art. 74 che reca la previsione del differente istituto dell’iniziativa popolare -. Di seguito, si sofferma sul dettato dell’art. 8 della legge regionale n. 51/2010 (istituto giuridico a base della raccolte di firme), ove si dispone che per “la raccolta delle firme, relative all’iniziativa dichiarata procedibile, sono utilizzati fogli di carta vidimati ove in ciascuno di essi viene riportata in epigrafe il testo della proposta di legge e la relazione illustrativa” e che al successivo art. 9, con disposizione di maggior dettaglio, si precisa che “Gli elettori appongono la loro firma sui fogli vidimati, in calce alla proposta” ed, in proposito, evidenzia che tali ricordate garanzie di legge non sono sempre state riscontrate nell’iter di raccolta delle firme, in varie occasioni apposte su fogli disgiunti; Il Sindaco, quindi procede alla lettura del testo di legge proposto per l’istituzione del Comune Unico dell’Elba e rileva la portata dirompente dell’art. 1 che al secondo comma testualmente recita: “L’istituzione del Comune dell’Isola d’Elba decorre dal quarantesimo giorno successivo all’entrata in vigore della presente legge. A decorrere dal medesimo termine i comuni oggetto della fusione sono estinti, i sindaci, le giunte ed i consigli comunali decadono dalle loro funzioni ed i loro componenti cessano dalle rispettive cariche.” ponendo quindi nel nulla - prosegue il Sindaco- le elezioni amministrative oggi in atto che, nel frattempo, si saranno svolte e con buona pace del tanto declamato principio di contrasto allo sperpero delle finanze pubbliche; Devastante portata di dismissione, questa volta dell’attività amministrativa oggi devoluta agli Organi Comunali, la troviamo all’art. 4, ove testualmente si dispone che “Fino all’insediamento degli organi del Comune dell’Isola d’Elba a seguito delle elezioni amministrative, le funzioni degli organi di governo del comune sono esercitate da un commissario straordinario nominato con decreto del Presidente della Regione entro trenta giorni dall’entrata in vigore della presente legge.” e che “nell’atto di nomina e con successivi provvedimenti, il Presidente della Regione può impartire direttive a cui il commissario straordinario si attiene nello svolgimento dell’incarico.”; Quindi, vediamo bene che il solo referente del nominando Commissario Straordinario sarà in via esclusiva il Presidente della Regione, del quale dovrà seguire gli indirizzi impartiti senza che alla base vi sia un piano di fusione e di articolazione delle linee fondanti della rivoluzione istituzionale in atto che, per doverosa trasparenza e conoscibilità, avrebbe dovuto trovare dettaglio nella proposta di legge; Tale rilievo porta a riconoscere come unico depositario di potere l’ente regionale che agirà per mezzo del commissario straordinario con esclusività e totalità di funzioni e competenze relegando, medio tempore, gli elbani al ruolo di muti spettatori. Ancora un devastante azzeramento proviene dall’art. 5 che dispone che “Tutti gli atti normativi, i piani, gli strumenti urbanistici ed i bilanci dei comuni oggetto della fusione vigenti alla data di cui all’articolo 1 comma 1, restano in vigore, con riferimento agli ambiti territoriali ed alla popolazione dei comuni che li hanno approvati, fino all’entrata in vigore dei corrispondenti atti del commissario straordinario o degli organi del Comune dell’Isola d’Elba.”; al riguardo il Sindaco sottolinea che la previsione prefigura un potere commissariale di inaudita ed inaccettabile portata, che n autorizzerebbe il compimento della totalità degli atti non solo di ordinaria amministrazione ma anche atti generali e normativi e di straordinaria amministrazione, senza limitazione alcuna né in ordine alla tipologia di provvedimenti né all’urgenza di provvedere; quindi non un commissario ad acta che agisce in attesa del subentro degli organi comunali ma un organo monocratico con pieni poteri, con ciò lasciando prefigurare che, ben facilmente, alcun atto potrebbe residuare al Governo di futura elezione; potere assoluto, paradossale, sintanto pretendiamo di affermare di operare in un sistema democratico che poggia su ben affermati principi di autonomia e garanzie costituzionali. Si profila quindi uno scenario di totale sostituzione di ogni attività sino ad oggi faticosamente portata avanti che ha generato importanti strumenti posti a fondamento dell’attività amministrativa di questo governo e di chi ci ha preceduto: al riguardo basti pensare a quelli vigenti quali il Piano Strutturale, il Regolamento Urbanistico ed Edilizio ovvero in corso di approvazione quali il Piano Regolatore del Porto, alle varie discipline regolamentari approvate in campo urbanistico e sociale, ma anche tributario e sanitario, non senza tralasciare le qualificanti ed esclusive certificazioni di gestione ambientale conseguite come la ISO 14001 e in avanzato stato di riconoscimento come il certificato EMAS ovvero i numerosi interventi e molteplici servizi attuati per il contenimento degli inquinanti e dei consumi da combustibili fossili, che ci hanno consentito di divenire destinatari di importanti contribuzioni finanziarie; Fondamentali discipline, pianificazioni e servizi che con un colpo di spugna verrebbero stralciati da provvedimenti sostitutivi di un soggetto di derivazione esclusivamente regionale, avulso dalle realtà locali. Il Sindaco conclude l’esame della proposta di legge posta a base dell’effettuata raccolta di firme, con il rilievo della singolare formulazione del successivo art. 7, ove vengono riconosciuti allo statuto dell’istituendo Comune speciali poteri che sembrano esorbitare dai principi costituzionali in materia di Organi e loro attribuzioni - indiscutibilmente devoluta all’esclusiva competenza statale - laddove si dispone che “Lo statuto del Comune dell’Isola d’Elba può, per conservare e valorizzare l’identità storica delle comunità locali, prevedere l’istituzione di municipi negli ambiti territoriali corrispondenti ai comuni oggetto della fusione, stabilendo le competenze di detti municipi, le modalità di elezione dei relativi organi e le loro attribuzioni.” ovvero, escludendo la profilata portata, configurano un articolato di incomprensibile contenuto; Il Sindaco chiude l’analisi della proposta legge con la personale riflessione che il subentro del comune unico in tutti i rapporti attivi e passivi degli otto comuni dell’Elba, non potrà che penalizzare le comunità locali oggi amministrate virtuosamente, sulle quali andrebbero ad incidere situazioni finanziarie debitorie o deficitarie originate da altri, esattamente come avvenuto per la disciolta Unione dei Comuni subentrata alla soppressa Comunità Montana. Terminata la preliminare presentazione, il Sindaco prosegue con ulteriori personali considerazioni e, segnatamente, sottolinea l’assenza anche di sole linee di principio preliminarmente confrontate con ognuna delle realtà dei territori comunali dell’Elba, evidenziando che tale mancanza riconduce le argomentazioni del fautori del Comune Unico in sole generiche affermazioni su riferiti vantaggi conseguibili; non senza ribadire, altresì, che la mancata previsione di un quorum degli elettori adeguato allo spessore della connessa riforma istituzionale, lascia prefigurare che la decisione finale potrà verosimilmente attestarsi in conflitto con la reale volontà dei residenti e costituire il frutto del solo giudizio discrezionale degli organi regionali; Il Sindaco, ricalca l’aspetto ritornando al profilo delle argomentazioni dei fautori del comune unico, che si sostanziano in affermazioni avulse da riscontri, che si limitano a preannunciare ipotetici benefici (e testualmente cita): “Non solo e non tanto sui costi della pubblica amministrazione, sui gettoni di presenza di assessori e consiglieri. Non solo e non tanto per semplificare e rendere più efficiente l’ente pubblico. Ma per far sì che le divisioni non ricadano sulle tasche degli elbani. Quelle divisioni che impediscono le scelte, bloccano lo sviluppo, costano.” Affermazioni ricondotte all'astratto dogma “Un Comune unico per decidere e risparmiare.”; In particolare, il Sindaco evidenzia la totale assenza di una preliminare attenta analisi valutativa a sostegno della proposta ed una puntuale pianificazione di tutte le attività giuridico amministrative da porre in essere con l'istituzione del Comune Unico; esame fattuale che avrebbe dovuto accompagnare e sostenere la proposta di legge allo scopo di porre il cittadino di apporre la propria firma nella piena cognizione dei passaggi, gli sviluppi, i risultati, le modificazioni sociali ed ogni altro profilo incidente sulla qualità della vita, correlati ad una trasformazione istituzionale di tale portata che investe direttamente l’intera collettività; Essenziale documentazione volta a rappresentare innanzitutto, sotto il profilo squisitamente normativo e con documentate previsioni di dettaglio, la fattibilità e l’efficacia conseguibile dal processo di sostituzione delle discipline normative e amministrative vigenti nei distinti Enti che regolano i settori primari per l’economia e la riferita crescita di ciascun comune (quali l’edilizia, l’utilizzazione del suolo pubblico, il commercio, le tipologie dei contratti di lavoro, le forme e le iniziative di offerta dei servizi sociali ed assistenziali, i modelli di consolidamento e di trasmissione delle tradizioni e gli altri settori e profili che costituiscono i segmenti di particolarerilievo e pregio e nei distinti Comuni), condotto con l’attenzione rivolta alle specificità e peculiarità, ambientali e storiche, che distinguono i singoli territori; imprescindibile attività ancor più pregnante ove si pensi al rappresentato assoluto potere commissariale. Il Comitato, prosegue il Sindaco, si posiziona sulla base di ulteriori argomentazioni sostenute dai promotori, che sostanzialmente intendono sostenere che “alla base di questo processo per l’unificazione del territorio elbano c’è l’idea che un unico centro decisionale possa garantire una semplificazione amministrativa, il rilancio dell’economia elbana, una maggiore promozione del territorio e, non ultimo, il risparmio di risorse che attualmente negli 8 comuni si disperdono senza dare veramente una risposta per servizi più efficienti né ai cittadini né ai turisti che soggiornano sull’Isola. Secondo i promotori dell’iniziativa è inoltre necessaria un’unica voce istituzionale che sappia far valere anche fuori dell’Elba i diritti del territorio, superando le divisioni che in questi anni, spesso, hanno visto in disaccordo gli otto sindaci elbani.” A queste affermazioni, anch’esse solamente declamate con petizione di principio, avulse non solo dalla benché minima rappresentazione di verificate circostanze, episodi, condizioni, criticità ecc. a cui si riferirebbero ed oltretutto in assoluto sfornite, come già esplicitato, di basilari imprescindibili progetti e pianificazioni di rappresentazione delle modalità logistiche ed organizzative per la risoluzione delle riferite criticità e per l’ottenimento dei riferiti vantaggi, rimane oltremodo arduo poter aderire ma, al contrario, afferma il Sindaco, occorre a mio avviso discostarsi con fermezza; Tale scelta, precisa il Sindaco, mi appare ineludibile, non solo nell’intento di arginare il rischio di sopravvenienza di non auspicati effetti negativi ed irreversibili che, ove dovessero verificarsi, inciderebbero profondamente sulla qualità della vita e sull’economa dell’Elba - evenienza questa che gli stessi promotori mostrano di non aver valutato – ma altresì per la doverosa affermazione di una realtà che vede i cittadini elbani, quando sono in gioco i loro diritti fondamentali, ritrovarsi su unico fronte uniti e compatti per chiedere all'unisono garanzie e tutele, come vistosamente è stato dimostrato per il recente caso della sanità. Pari dissociazione di vedute non possono essere sottovalutate anche sul versante degli ambìti risparmi conseguibili: ricordano i fautori del comune unico che “oggi all’Elba ci sono 8 sindaci, 44 assessori, 124 consiglieri, 5 segretari comunali e 8 bilanci diversi. Il tentativo è quello di arrivare ad un unico Comune con oltre 30mila abitanti, una riduzione della spesa pubblica per 400mila euro, oltre a contributi statali ordinari aggiuntivi per i Comuni che si fondono.”; Al riguardo, continua il Sindaco, credo sia agevole per tutti rilevare che i riferiti risparmi, verosimilmente, rimarrebbero solo timide aspettative ed, in proposito, basterebbe riflettere sull’esiguità dei compensi che percepiscono i Consiglieri comunali – tra l’altro anche drasticamente ex lege ridotti nel numero – parametro, questo, che genererebbe più che trascurabili risparmi se confrontati con le ben più alte indennità di carica e gettoni di presenza che spettano agli amministratori di un comune di 30.000 abitanti, che inoltre verrebbero completamente assorbiti e superati dai maggiori costi per l'approvvigionamento di personale professionalmente adeguato di qualifica Dirigenziale in linea alla nuova classe demografica, con retribuzione altamente superiore a quella oggi percepita dai responsabili di area, pur considerato l'incremento dovuto alla retribuzione di posizione; al fine non sarebbero sufficienti le unità in carica a Portoferraio e, al contempo, non si avrebbe la possibilità di bilanciare i maggiori oneri procedendo ad un riequilibrio della compagine gestionale, stante la preclusione normativa di disporre licenziamenti tra il personale in servizio. Dunque maggiori costi che vedrebbe il contributo regionale previsto dalla l.r. 40, nella migliore delle ipotesi, solo porsi in pareggio. Come pure resterebbero i carichi di spesa connessi alle sedi municipali, essendo impensabile ed improponibile mantenere una sede unica per tutta l’Isola, per ovvi motivi di inefficienze dell’azione amministrativa e di negative incidenze sulla qualità della vita dell’intera comunità, che ne deriverebbero. Nemmeno da trascurare o sottovalutare è il forte impatto che investirebbe i nuclei familiari con l’unificazione dei carichi fiscali, sino ad oggi, gestiti al livello istituzionale di ciascuna amministrazione, in ragione di politiche diversificate che vedono governi più o meno attenti alle problematiche familiari; in proposito è di pubblico dominio che il governo in carica a Marciana Marina si è sempre prodigato, con ferma convinzione, per mantenere invariato negli anni il carico tributario ed extratributario, malgrado i minori trasferimenti e la nota contingenza economica che si riversa in maniera prorompente sulle possibilità di azione del Comune; Non da ultimo, non appaiono trascurabili valutazioni connesse al dato prettamente territoriale che l’ipotizzato comune unico si troverebbe a gestire, basti solo pensare che raggiungerebbe l’estensione costiera più vasta nel territorio nazionale, con conseguenti maggiori esigenze in termini di attività e di risorse umane e strumentali, a garanzia di un’efficace gestione, al di là degli aspetti di sensibilizzazione verso le realtà esistenze in area demaniale marittima; Il Sindaco richiama l’attenzione anche sui maggiori costi che si attesterebbero per i servizi oggi condotti unitamente ad altri enti, come la viabilità che, perdendo l’assetto intercomunale e divenendo comunale, quelle che sino ad oggi costituiscono funzioni devolute all’ente comprensoriale Provincia, ricadrebbero, unitamente agli oneri di spesa, interamente sul Comune Unico. ***Il Consigliere Magrone informa di dover lasciare i lavori consiliari per impegni di lavoro non ulteriormente differibili ed al fine, chiede di poter anticipare la propria espressione di voto, che si attesta in una convinta contrarietà all’istituzione del Comune Unico*** Inoltre, ad avviso del Sindaco, non è da sottovalutare l’evenienza dei risvolti negativi che, verosimilmente, potrebbero discendere per un territorio espressione di un’unica comunità, allorché non sarebbe più riconosciuta come utile destinataria di organismi periferici quali la Vice Prefettura o di importanti Uffici pubblici - con i quali si detengono ordinarie e costanti relazioni - quali l’Agenzia delle Entrate, il Catasto, la Conservatoria e, non da ultimi, il Tribunale dall’Elba e le varie Stazioni dei Carabinieri; per queste, in particolare, è agevole immaginare che diventino oggetto di progetti di accorpamento così come potrebbe accadere anche in campo sanitario. Infine, il Sindaco tiene a sottolineare, la doverosità di contrastare con altrettanta convinzione la posizione di chi crede che il territorio possa crescere solo attraverso l’accentramento in unico centro decisionale - in tal modo semplicemente stralciando ogni profilo di responsabilità e di autonomia da sempre sinonimi di maggiore attenzione e cura delle esigenze locali - ed, allo stesso tempo, sottolinea che confronto e coordinamento si sono già registrati svariate volte ed in diversificate forme anche nell’ambito dell'attuale assetto istituzionale, concludendo pertanto che, in definitiva a suo avviso, la proposta del Comune Unico si riveste solo di una forte connotazione politica, che travalica la reale volontà delle Comunità. Per compiutezza espositiva, il Sindaco tiene a precisare che non si possa non dissentire da quanto affermato da Giuliano Fedeli (vicepresidente del Consiglio regionale) nelle sue dichiarazioni apparse sulla pagina delle notizie dell’Elba, il quale apertamente parla di ‘disegno già indicato’ dalla legge statale e di ‘riforma già tracciata’ dalla stessa Regione e conclude con l’opzione “Occorre solo decidere se l’Isola d’Elba lo vuole compiere autonomamente e in maniera consapevole oppure subirlo.”; il Sindaco, al riguardo, precisa di volersi limitare a profili prettamente normativi tralasciando argomentazioni di etica istituzionale o di merito, ampiamente già espresse e segnatamente ricorda: - in relazione al ‘disegno già indicato’, la legge nazionale prevede il solo esercizio associato di funzioni fondamentali da attuare sulla base di un calendario di scadenze e solo nei comuni polvere, inferiori a mille abitanti, dispone (ipotesi peraltro, oggi, prontamente differita riguardo termine di attuazione e già da oltre un ventennio, con l'avvento della legge 142/90, discussa per i comuni fino 5.000 senza successo e successivamente accantonata); - l'autonomia comunale, oggi costituzionalmente garantita, non consente di intraprendere un percorso d'imperio per realizzare "una riforma già tracciata" da altri enti, né al quesito referendario (semmai si potesse accedere a tale versione) può essere riconosciuta valenza di concertazione, partecipazione od intesa stante la ribadita assenza di un quorum qualificato dei votanti, in aderenza a quanto prestabilito dalla legge regionale 62/2007 di disciplina dei referendum; - aver ipotizzato l’indizione di un referendum, nell’ambito della procedura per la presentazione di una proposta di legge di iniziativa popolare - che tra l’altro, per come strutturato, non può fornire un risultato che dia certezza della reale volontà della maggioranza dei cittadini interessati - appare una modalità strumentale tesa a dare una parvenza di partecipazione per attuare una volontà già stabilita dallo stesso Ente che ne autorizzerebbe lo svolgimento, in quanto tale istituto non solo non è previsto dalla normativa regionale n. 51/10 posta a base della raccolta delle firme ma è, logicamente, espressamente escluso dal terzo comma dell’articolo 59 della legge regionale n. 62/ 2007, ove si dispone che la consultazione referendaria non ha luogo qualora la proposta di legge sia di iniziativa popolare ai sensi dell’articolo 74 dello Statuto. Il Sindaco esaurita la presentazione e l’esposizione delle argomentazioni di base su cui poggia il personale dissenso e ricordato che l’ordine del giorno mira a conoscere la personale posizione di ciascun Consigliere - quale portavoce degli interessi degli elettori che rappresenta - in merito all’ipotesi di istituzione del Comune Unico dell’Elba, evidenzia, in ossequio ai principi democratici a cui questo Consesso si ispira, doversi consentire anche ai Consiglieri oggi assenti di esprimersi. IL CONSIGLIO COMUNALE Udita la presentazione resa dal Sindaco; Uditi gli interventi; Preso atto, come rappresentato dal Sindaco, che il punto all’ordine del giorno in argomento è teso a conoscere l’espressa posizione dei singoli Consiglieri in merito all’iniziativa in corso per l’istituzione di un Comune Unico per l’intera Isola d’Elba, da attuare secondo la specifica proposta di legge posta a base delle firme raccolte ai fini e per gli effetti previsti dalla L.R. 6 ottobre 2010, n. 51 “Norme sull’iniziativa popolare delle leggi”; Rilevato che, trattandosi di atto “politico”, la presente deliberazione a norma dell'art. 49 del D.Lgs. n. 267 del 18.8.2000, non è assoggettata alla preventiva istruzione tecnica e contabile; Accertata la conclusione della preliminare fase di discussione, il Sindaco dopo aver disposto che alla votazione si procederà con appello nominale a voce del Segretario e nuovamente ricordato che il quesito della votazione viene formulato come “Espressione di voto di ciascun Consigliere contro ovvero a favore dell'istituzione del Comune Unico dell'Isola d'Elba, secondo la proposta di legge posta a base della raccolta delle firme”, invita il Segretario a procedere all’appello nominale per raccogliere le espressioni di voto, che ottiene il seguente esito: ý Contrari all’istituzione del Comune Unico dell'Isola d'Elba, Consiglieri: Lupi Francesco, Bonanno Eletta, Allori Gabriella, Citti Guido, Giannoni Franco, Covitto Matteo, Ciumei Andrea (Sindaco) il quale aggiunge di essere contrario sia all’iniziativa così per come è stata presentata e condotta, sia allo stesso principio di istituzione di un comune unico dell’Elba, in quanto strumento di dismissione dell’autonomia di Marciana Marina. ý Favorevoli all’istituzione del Comune Unico dell'Isola d'Elba: Nessuno IL CONSIGLIO COMUNALE Esaminata la Proposta di Legge ad iniziativa popolare - nel testo in allegato A composto da n. 8 articoli - e riconosciuto alla stessa inescusabili carenze di disciplina espositiva e nei contenuti sostanziali ed, al contempo, formulazioni di articolati di incerta interpretazione e/o dubbia legittimità ed, altresì, l’assenza di un’adeguata Relazione di Accompagnamento tecnicamente compiuta volta a rappresentare i presupposti, le pianificazioni, le risultanze di studi ed analisi, le modalità e le forme di sviluppo delle attività, gli scopi perseguiti e i modi e i tempi di conseguimento ed ogni altro aspetto volto a porre il cittadino firmatario nella piena consapevolezza dell’importante trasformazione istituzionale con cui si stava confrontando; Riconosciuto fortemente in antitesi ad un sistema democratico e agli stessi principi costituzionali e le leggi primarie dello Stato, il potere di inaudita ed inaccettabile portata, che la proposta di legge intende attribuire ad un soggetto di esclusiva derivazione regionale, verosimilmente anche avulso dalle realtà locale dell’isola, autorizzato e richiesto per il compimento della totalità degli atti non solo di ordinaria amministrazione ma anche atti generali e normativi e di straordinaria amministrazione, senza limitazione alcuna né in ordine alla tipologia di provvedimenti né all’urgenza di provvedere; quindi non un commissario ad acta che agisce in attesa del subentro degli organi comunali ma un organo monocratico con pieni poteri, che lascia prefigurare che, ben facilmente, alcun atto potrebbe residuare al Governo di futura elezione; Condivise le perplessità e le ragioni esternate dal Sindaco ed, in primis, il discutibile sviluppo che ha assunto la raccolta di firme, inizialmente riconosciuta come attività volta all’indizione di un referendum, nella considerazione essenziale che non possa ragionevolmente escludersi che vi siano anche sottoscrizioni provenienti da cittadini contrari all’istituzione del comune unico che vi abbiano aderito allo scopo di darne attestazione con il proprio voto, mentre oggi appare indubbio che la raccolta delle 5.000 sia rivolta per la presentazione della proposta di legge che verrà approvata dalla regione, secondo il giudizio discrezionale del Consiglio Regionale ove non siede nemmeno una forza politica in rappresentanza diretta dell’Isola d’Elba; Ritenuto, peraltro, volendo accedere all’ipotesi di un referendum che, pur se estraneo alla normativa di riferimento della raccolta delle sottoscrizioni di cui alla l.r. 51/10 – anzi addirittura esclusa dalla disciplina dei referendum per normativa della stessa regione di cui alla l.r. n. 62/07- venga comunque indetto dalla Regione, che una riforma istituzionale di così vasta portata non sia nemmeno proponibile in assenza di un quorum qualificato dei votanti che rispecchi almeno i due terzi dei cittadini elbani; Riconosciuto, alla luce dello scopo del presente ordine del giorno, che mira a conoscere la personale posizione di ciascun Consigliere - quale portavoce degli interessi degli elettori che rappresenta - in merito all’ipotesi di istituzione del Comune Unico dell’Elba, doversi consentire anche ai Consiglieri oggi assenti di esprimersi, in ossequio ai principi democratici a cui questo Consesso si ispira; Con voti unanimi contrari espressi per appello nominale dai sette Consiglieri presenti e votanti; D E L I B E R A 1) - Prendere atto della finalità perseguita con l’ordine del giorno in argomento, volto all’esternazione della posizione di ciascun Consigliere in merito alla procedura in corso, ai fini e per gli effetti previsti dalla L.R. 6 ottobre 2010, n. 51 “Norme sull’iniziativa popolare delle leggi”, per l’istituzione del Comune Unico dell’Elba, secondo la specifica proposta di legge posta a base delle firme raccolte, nel testo in allegato A - che costituisce parte integrante e sostanziale della presente delibera - e, segnatamente esprimere piena condivisione alle perplessità, ragioni ed argomentazioni esternate dal Sindaco, da riconoscere come posizione istituzionale espressa dal Consiglio Comunale di Marciana Marina, e per l’effetto 2) - Dichiarare ferma contrarietà all’ipotesi di istituzione del Comune Unico dell'Elba per le ragioni di merito e i motivi tecnico/giuridici espressi in narrativa e più approfonditamente espressi dal Sindaco, che qui s’intendono integralmente riportati ed, al fine, disporre la trasmissione del presente deliberato al Presidente del Consiglio Regionale - anche in relazione all’assenza di una rappresentanza dell’Isola all’interno della compagine elettiva regionale - e al Ministero dell’Interno per il tramite dell’Ufficio Territoriale di Governo, per le opportune e doverose valutazioni di rispettiva competenza, fatte salve ulteriori azioni amministrative e/o giurisdizionali, ad iniziativa di questo Comune, in ipotesi di prosieguo della procedura, impegnandosi sin da ora a sostenere il costituendo Comitato contro il Comune Unico; 3) - Disporre, in ossequio ai principi democratici a cui questo Consesso si ispira, di consentire anche ai Consiglieri oggi assenti di esprimere in rappresentanza dei propri elettori la posizione in merito al Comune Unico, dando atto che al fine si procederà con richiesta scritta, da inviare a ciascun Consigliere unitamente al verbale della presente, che riporti l’invito a darne riscontro in termini opportunamente brevi per consentire l’utile e compiuto inoltro agli Organi interessati e chiara menzione che la mancanza di riscontro entro il termine stabilito nella richiesta, verrà recepita come condivisione dell’espressione della maggioranza resa con il presente deliberato; 4) Dare atto, pertanto, che la richiesta di espressione verrà inoltrata: - ai Consiglieri assenti De Fusco Alberto, Adriani Cristiano, Terreni Maria Cristina, Pagnini Antonia, - al Consigliere Magrone Carlo, in quanto ha dovuto lasciare i lavori prima della votazione - pur se con anticipazione di voto ha già espresso la propria posizione contraria all’istituzione del Comune Unico, come verbalizzato in narrativa-; 4) Trasmettere il presente deliberato, ai sensi dell’art. 107. comma 3, del D.Lgs. n. 267 del 18.8.2000, al Responsabile dell’Area Amministrativa per l’inoltro ai Sindaci dei Comuni dell’Elba quale notizia ed invito a richiedere pari espressione di posizione ai propri rappresentanti eletti. 5) Dichiarare, ai sensi art. 134, c. 4, del T.U.E.L. D.leg.vo n. 267/2000, l’immediata eseguibilità della presente delibera. Letto, confermato e sottoscritto IL PRESIDENTE IL SEGRETARIO COMUNALE Andrea Ciumei Dott.ssa Rossella FORLANI ________________________________________________________________________ CERTIFICATO DI AVVENUTA PUBBLICAZIONE Il sottoscritto, visti gli atti d’ufficio; A T T E S T A che la presente deliberazione è stata pubblicata nel sito web istituzionale di questo Comune accessibile al pubblico (art. 32, comma 1, della legge 18 giugno 2009, n. 69), in data ...................... per rimanervi per 15 giorni consecutivi. Marciana Marina, ……………………..IL RESPONSABILE DELL’AREA AMMINISTRATIVA Rag. Ivan Aringhieri Il sottoscritto, visti gli atti d’ufficio, A T T E S T A che la presente deliberazione è stata affissa in forma cartacea all’Albo Pretorio di questo Comune per 15 giorni consecutivi dal ………………………….. al .................................. ai sensi dell’art. 124 del T.U.E.L. D.Lgs.n. 267/2000. Marciana Marina, …………………… IL RESPONSABILE DELL’AREA AMMINISTRATIVA Rag. Ivan Aringhieri ATTESTAZIONE DI ESECUTIVITA’ La sottoscritta, visti gli atti d’ufficio; A T T E S T A che la presente deliberazione è stata pubblicata nel sito web istituzionale di questo Comune per 15 giorni consecutivi dal ................................ al ...........................ed è divenuta esecutiva il ..........................., decorsi 10 giorni dalla pubblicazione (art. 134, c. 3, del T.U.E.L. D.Lgs. n. 267/2000). Marciana Marina, ................................... IL SEGRETARIO COMUNALE Dott.ssa Rossella Forlani ATTESTAZIONE DI IMMEDIATA ESEGUIBILITA’ La sottoscritta, visti gli atti d’ufficio; A T T E S T A che la presente deliberazione è stata dichiarata immediatamente eseguibile a norma dell’art. 134, c. 4 del T.U.E.L. D.lgs. n. 267/2000, pubblicata nel sito web istituzionale di questo Comune per 15 giorni consecutivi dal ................................ ed è divenuta esecutiva in pari data. Marciana Marina, ................................... IL SEGRETARIO COMUNALE Dott.ssa Rossella Forlani

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